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Televisita in farmacia: stiamo parlando di tecnologia o di un nuovo modello di farmacia
- 1 Luglio 2026
- Pubblicato da: Paolo Infortuna
- Categoria: Andamento farmacia farmacia Gestione Farmacia giovani farmacisti Nuova remunerazione
Qualche anno fa ero a Parigi.
Non da turista.
Come ogni anno, insieme ai farmacisti dell’Accademia ABS Pharmacy organizziamo un viaggio studio per visitare alcune delle realtà più interessanti del panorama internazionale. Sono occasioni preziose perché permettono di osservare direttamente come altri colleghi stanno affrontando le sfide che, spesso con qualche anno di anticipo, arriveranno anche in Italia.
Tra le esperienze che mi hanno colpito maggiormente c’è stata la televisita in farmacia.
In questi giorni, leggendo alcuni approfondimenti pubblicati dalla stampa specializzata, mi è tornata alla mente quella visita. La Francia continua infatti a rappresentare un laboratorio interessante: oggi circa un terzo delle farmacie offre questo servizio e, secondo le analisi più recenti, il suo successo dipende meno dal compenso diretto e molto di più dalla capacità di generare nuovi ingressi, fidelizzare i pazienti e intercettare prescrizioni. Allo stesso tempo, gli stessi dati ricordano che cinque televisite alla settimana, da sole, difficilmente ripagano l’investimento.
Ed è qui che, a mio avviso, la notizia diventa davvero interessante.
Il punto non è stabilire se la televisita sia un servizio da introdurre oppure no.
Il punto è capire come un titolare dovrebbe valutare qualsiasi nuova opportunità.
Negli anni ho incontrato molte farmacie che mi chiedevano quale fosse il prossimo servizio su cui investire. È una domanda legittima, ma forse non è quella più importante.
La domanda che mi farei è un’altra.
Quale ruolo voglio che abbia la mia farmacia nei prossimi cinque anni?
Perché un nuovo servizio non è mai soltanto un servizio.
Richiede organizzazione.
Richiede formazione del team.
Richiede spazi adeguati.
Richiede comunicazione.
Richiede tempo.
E soprattutto deve essere coerente con il progetto che il titolare ha costruito per la propria farmacia.
Durante la visita alle farmacie francesi ho avuto l’impressione che nessuno considerasse la televisita come un semplice strumento tecnologico.
Era una risposta concreta a un problema del territorio.
In alcune zone la carenza di medici rende difficile ottenere una visita in tempi rapidi. In questo contesto la farmacia diventa un punto di accesso ai servizi sanitari, rafforzando il proprio ruolo all’interno della comunità. È probabilmente questa la vera chiave di lettura dell’esperienza francese.
Naturalmente non tutte le realtà sono uguali.
Una farmacia rurale avrà esigenze diverse rispetto a una farmacia cittadina.
Una farmacia inserita in un centro commerciale farà valutazioni differenti rispetto a una farmacia di quartiere.
Ed è proprio questo che rende difficile individuare una ricetta valida per tutti.
Personalmente credo che ogni innovazione debba essere valutata attraverso alcune domande molto semplici.
- Risponde a un bisogno reale dei cittadini?
- È coerente con il posizionamento della farmacia?
- Il team è pronto a gestirla?
- Genera valore solo economico oppure anche professionale e relazionale?
- È sostenibile nel medio periodo?
Le risposte cambiano da farmacia a farmacia.
Ed è giusto che sia così.
Una riflessione dal campo
Ogni volta che accompagno un gruppo di farmacisti a visitare realtà estere torno con la stessa convinzione.
Le migliori idee non sono quelle da copiare.
Sono quelle da comprendere.
Ogni Paese ha un’organizzazione sanitaria diversa.
Ogni farmacia opera in un contesto differente.
L’obiettivo non è importare un modello, ma capire quali principi possano essere adattati alla propria realtà.
La televisita è uno di questi esempi.
Più che una tecnologia, rappresenta un invito a riflettere su quale farmacia vogliamo costruire nei prossimi anni.
Tu che ne pensi?
Secondo te la televisita rappresenta una reale opportunità per la farmacia italiana oppure il vero tema è imparare a progettare servizi coerenti con il proprio territorio e con la propria organizzazione?
Mi farà piacere leggere il tuo punto di vista.
Chi è Paolo Infortuna
Da quasi 30 anni affianco farmacisti titolari, direttori e network di farmacie nello sviluppo del business, nell’organizzazione e nella gestione manageriale della farmacia.
Sono General Manager di Unifarmacie spa, Consulente Senior di infortuna-Consulenze, fondatore dell’ABS Pharmacy – Accademia di Business per Titolari e Manager di Farmacia e dell’ACS Pharmacy, realtà dedicate alla formazione e alla crescita professionale dei farmacisti e BM, Business Management in Farmacia , fondatore del Metodo 2L e autore di 3 libri: Le 7 regole del business in farmacia, Essere TOP e Unstoppable .
Nel corso della mia attività ho seguito migliaia di farmacie, affiancando i titolari nelle decisioni strategiche, nello sviluppo delle persone, nel controllo di gestione, nell’organizzazione del lavoro e nella crescita della redditività e tuttoggi lo faccio con le farmacie del nostro gruppo.
Ogni anno organizzo viaggi all’estero con gruppi di farmacisti per osservare da vicino i modelli di farmacia più innovativi. Credo infatti che confrontarsi con esperienze internazionali sia uno dei modi migliori per anticipare i cambiamenti e trasformarli in opportunità concrete.
Attraverso le newsletter del mio sito condivido riflessioni, esperienze e analisi dedicate a chi desidera guidare la propria farmacia con una visione manageriale, senza perdere di vista il valore della professione.