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L’intelligenza artificiale cambierà la farmacia… ma siamo pronti?
- 8 Luglio 2026
- Pubblicato da: Paolo Infortuna
- Categoria: Andamento farmacia Aumentare gli utili in farmacia business management della farmacia farmacia Gestione Farmacia gestire una catena di farmacie
Negli ultimi mesi è difficile aprire un giornale, partecipare a un convegno o parlare di innovazione senza imbattersi nell’intelligenza artificiale.
Sta entrando nelle aziende, negli studi professionali, negli ospedali e, inevitabilmente, anche nelle farmacie.
C’è chi la considera una grande opportunità.
Chi la guarda con curiosità.
E chi, invece, teme che possa sostituire alcune professioni.
Tra queste potrebbe esserci anche il farmacista?
È una domanda che sento sempre più spesso.
Ma forse la vera domanda è un’altra.
Oggi il problema è davvero sostituire il farmacista?
Paradossalmente, mentre si parla di professioni che potrebbero essere sostituite dall’intelligenza artificiale, molte farmacie stanno vivendo una situazione completamente diversa.
Trovare farmacisti è sempre più difficile.
In molte realtà la ricerca di collaboratori qualificati richiede mesi.
Alcune farmacie sono costrette a ridurre servizi o a riorganizzare i turni proprio per la difficoltà nel reperire personale.
In questo scenario l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare non tanto una minaccia, quanto un’opportunità.
L’AI non sostituisce il farmacista. Gli restituisce tempo?
Immaginiamo una farmacia in cui alcune attività ripetitive vengano gestite da sistemi intelligenti.
Analisi dei dati.
Gestione degli ordini.
Previsioni di acquisto.
Supporto amministrativo.
Gestione documentale.
Analisi delle performance.
Perfino una parte delle richieste più semplici dei clienti potrebbe essere gestita da assistenti virtuali disponibili 24 ore su 24.
E se domani arrivassero anche robot capaci di preparare gli ordini, movimentare i prodotti o automatizzare parte del magazzino?
Non è fantascienza.
In alcuni Paesi queste tecnologie sono già una realtà.
La domanda allora cambia completamente.
Non è più:
“L’intelligenza artificiale sostituirà il farmacista?”
Ma diventa:
“Come cambierà il lavoro del farmacista?”
Il valore del farmacista non è prendere una scatola dallo scaffale
Se un algoritmo può elaborare migliaia di dati in pochi secondi e un robot può recuperare un farmaco dal magazzino con estrema precisione, qual è il valore che rimane al farmacista?
Secondo me è proprio qui che si gioca il futuro della professione.
La relazione.
L’ascolto.
La consulenza.
L’interpretazione dei bisogni.
L’educazione sanitaria.
La presa in carico del paziente.
Sono tutte attività che richiedono competenze, empatia, esperienza e capacità di instaurare fiducia.
Ed è difficile immaginare che possano essere sostituite completamente da una macchina.
Forse il farmacista dovrà fare… ancora di più
L’intelligenza artificiale potrebbe liberare tempo.
La vera domanda è come quel tempo verrà utilizzato.
Per continuare a svolgere le stesse attività?
Oppure per dedicarsi ancora di più alle persone?
Forse il farmacista del futuro sarà meno impegnato nelle attività ripetitive e molto più presente nella consulenza, nella prevenzione, nell’aderenza terapeutica, nella gestione dei servizi e nell’accompagnamento del paziente.
Se sarà così, l’intelligenza artificiale non rappresenterà un concorrente.
Potrebbe diventare uno strumento capace di valorizzare ancora di più la professionalità del farmacista.
La mia esperienza
Visitando farmacie e confrontandomi con tanti titolari, ho imparato che ogni innovazione genera entusiasmo ma anche timori.
È successo con il gestionale.
Con l’e-commerce.
Con la farmacia dei servizi.
Con la digitalizzazione.
Probabilmente succederà anche con l’intelligenza artificiale.
La tecnologia, però, non determina da sola il futuro di una professione.
Lo determinano le persone e il modo in cui scelgono di utilizzarla.
Non credo esista una risposta definitiva
Forse tra qualche anno vedremo robot nei magazzini delle farmacie.
Forse l’intelligenza artificiale diventerà un supporto quotidiano per molte decisioni.
Forse alcune attività cambieranno profondamente.
Ma una cosa appare già evidente.
Più la tecnologia evolverà, più aumenterà il valore delle competenze che nessuna macchina può replicare completamente: la capacità di comprendere una persona, costruire fiducia e trasformare una semplice dispensazione in una vera consulenza.
Forse il futuro della farmacia non sarà fatto di farmacisti contro l’intelligenza artificiale.
Sarà fatto di farmacisti che sapranno utilizzare l’intelligenza artificiale per offrire un servizio ancora migliore.
Tu che ne pensi?
L’intelligenza artificiale rappresenta una minaccia per la professione del farmacista oppure può diventare uno strumento capace di valorizzarla? E se domani un robot entrasse davvero in farmacia, quale attività gli affideresti… e quale, invece, non vorresti mai vedere sottratta al farmacista?