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Quale sarà il futuro della farmacia?
- 21 Luglio 2026
- Pubblicato da: Paolo Infortuna
- Categoria: Andamento farmacia Aumentare gli utili in farmacia business management della farmacia farmacia Gestione Farmacia gestire una catena di farmacie
Nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno può dire con certezza come sarà la farmacia tra dieci anni.
Ma una cosa l’ho imparata in oltre venticinque anni di consulenza: osservare ciò che è già successo in altri Paesi o in altri settori permette spesso di intuire la direzione del cambiamento.
Le dinamiche cambiano, gli strumenti evolvono, ma i mercati seguono spesso percorsi molto simili.
Per questo credo che qualche previsione, con la dovuta prudenza, sia possibile farla.
Approfondiamo
Ogni volta che mi viene fatta questa domanda rispondo sempre allo stesso modo.
Non credo nelle previsioni. Credo nell’osservazione.
Negli anni ho avuto la fortuna di visitare farmacie in Francia, Spagna, Germania e in altri Paesi europei insieme ai farmacisti dell’Accademia ABS Pharmacy.
Ogni viaggio studio mi ha confermato una cosa.
I cambiamenti non arrivano mai all’improvviso.
Arrivano lentamente.
Poi, a un certo punto, sembrano accelerare tutti insieme.
Ed è proprio quello che, a mio avviso, sta accadendo anche alla farmacia italiana.
La prima previsione: le catene saranno sempre più protagoniste
Che piaccia oppure no, le catene sono già una realtà.
Forse non hanno ancora trovato la loro forma definitiva.
Ma il fenomeno è iniziato.
E credo che nei prossimi anni assisteremo a una naturale evoluzione.
Non tutte le catene saranno uguali.
Anzi.
Probabilmente assisteremo a una vera e propria segmentazione del mercato.
Da una parte ci saranno realtà che costruiranno il proprio vantaggio competitivo sul prezzo.
Una sorta di farmacie “low cost”, dove il cliente sceglierà soprattutto per la convenienza.
Dall’altra parte nasceranno gruppi che punteranno su consulenza, servizi, organizzazione e qualità della relazione con il paziente.
Non necessariamente più costosi.
Ma capaci di offrire un valore percepito superiore.
Questa distinzione l’abbiamo già vista in molti altri settori.
Pensiamo alla distribuzione alimentare.
Pensiamo all’ottica.
Pensiamo all’arredamento.
Perché la farmacia dovrebbe essere diversa?
La seconda previsione: sarà sempre più difficile restare completamente soli
Questa è forse la riflessione più importante.
Per anni la farmacia italiana è cresciuta grazie alla forza del singolo titolare.
Oggi, però, il mercato è diventato molto più complesso.
Marketing.
Tecnologia.
Servizi.
Intelligenza artificiale.
Formazione.
Acquisti.
Controllo di gestione.
Comunicazione.
Diventa sempre più difficile eccellere in tutto da soli.
Per questo credo che il futuro vedrà una crescita delle forme di aggregazione.
Gruppi.
Network.
Affiliazioni.
Franchising.
Consorzi.
Non tanto perché lo impone il mercato.
Ma perché lavorare insieme permette di condividere competenze, investimenti e strategie.
Esisteranno ancora le farmacie indipendenti?
Assolutamente sì.
Ma credo che saranno soprattutto quelle che hanno costruito negli anni un’identità molto forte.
Ci sono farmacie che rappresentano una vera istituzione nel proprio territorio.
Hanno una storia.
Una reputazione.
Una relazione consolidata con i cittadini.
Sono riconosciute ben oltre il semplice ruolo commerciale.
Queste realtà continueranno probabilmente a mantenere una forte autonomia.
Ma, diciamolo con realismo, sono poche.
Ogni città ne ha una.
A volte due.
Non molte di più.
Per tutte le altre, restare completamente isolate potrebbe diventare sempre più difficile.
La vera differenza non sarà il nome sull’insegna
C’è però un aspetto che considero ancora più importante.
Non credo che il successo dipenderà dal fatto di appartenere o meno a una catena.
Dipenderà dalla qualità della gestione.
Una farmacia indipendente ben organizzata potrà continuare a ottenere ottimi risultati.
Così come una farmacia appartenente a un grande gruppo potrebbe incontrare difficoltà se manca una cultura manageriale.
L’insegna, da sola, non basta.
Servono persone preparate.
Servono processi.
Servono numeri.
Serve una visione.
La mia esperienza
Ogni anno accompagno gruppi di farmacisti a visitare realtà italiane ed estere.
La domanda che mi fanno più spesso è:
“Qual è il modello da copiare?”
La mia risposta è sempre la stessa.
Nessuno.
Perché ogni mercato ha le proprie regole.
Quello che possiamo fare è osservare le tendenze, comprenderle e adattarle alla nostra realtà.
Chi aspetta che il cambiamento sia evidente rischia di arrivare tardi.
Chi lo osserva con attenzione può prepararsi per tempo.
Cosa mi porterei a casa
Credo che nei prossimi anni vedremo farmacie sempre più organizzate, più manageriali e sempre meno isolate.
Non sarà il prezzo a fare la differenza.
Non saranno nemmeno i metri quadrati.
La vera differenza sarà la capacità di costruire un progetto.
Perché il futuro, probabilmente, non premierà la farmacia più grande.
Premierà quella con la visione più chiara.
Tu che ne pensi?
Tra dieci anni immagini una farmacia ancora fortemente indipendente oppure pensi che il futuro sarà sempre più orientato verso gruppi, reti e modelli organizzati?
Mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista.